presentazione


IL VOLTO E L’ANIMA DELLA PIETRA
Simposio di scultura 9-30 giugno 2002 – USMATE VELATE
di Gino Casiraghi


Pier Alberto Filippi è pittore. In questo caso è importante considerare la sua pittura prima della scultura affrontata per la prima volta in questo simposio.
La sua è una pittura di tipo surreale, spesso monocroma, o quantomeno di una forte dominante blu. Il nostro pittore si è liberato completamente della tradizione figurativa per realizzare libere e personali forme in un clima di surrealtà.
La figura (generalmente di natura femminile) è ancora presente ma ridotta a figure antropomorfe, mediante linee sinuose e sensuali che riducono l’immagine ad una estrema sintesi formale.
L’opera ovviamente risulta la negazione dei canoni figurativi del corpo umano. Si tratta di linee e forme articolate che suggeriscono la mobilità ed il dinamismo del futurismo astratto. La stessa tipologia di immagine, Filippi la traduce in scultura.
Ed è suo buon merito che riesca ad imprimere al lavoro in pietra la forza e la plasticità della materia scultorea. Ecco che in Bolero le forme sinuose, assumendo volume, appaiono come grossi tentacoli di una misteriosa presenza organica. La scultura più piccola (Ippolita), tutto tondo pur rispettando gli stessi motivi espressivi risulta più solida e anche i ritmi delle linee, non più sviluppate su un unico piano, conferiscono alla scultura una diversa energia.
Forse il mondo della scultura ha acquistato un nuovo bravo esponente.