| Filippi : il gioco delle forme nei volumi blu
Il Corriere Padano 23 – Giugno – 2000
di Renata Navalesi Gervini
Ancora una volta lo spazio del circolo culturale Arquatese ci regala
una sorpresa, soprattutto se si considerano nelle opere di Pier Alberto Filippi l’immediata intensità, l’importante
energia, la singolare personalità nella ricerca interpretativa
della figura umana semplificata, sintetizzata, colta nel momento
del suo perpetuo percorso di trasformazione nel tempo. Filippi raggiunge
attraverso le sue opere un perfetto equilibrio tra forma e colore,
tra soggetto e resa emotiva.
L’idea classica della perfezione formale unita all’estetica
del bello pervade i suoi corpi femminili, nudi aggraziati, ben proporzionati
nei volumi su cui si addensa il colore blu in diverse sfumature,
mentre ritmi di luce fatti di campiture che vanno dal rosso al bianco,
dall’oro al verde diventano riflesso autentico dell’anima.
In questa raffinata complicità formale, giocata con riflessi
luministici, l’impatto che ne deriva è coinvolgente.
Immagini di intensa forza vitale e di andamenti segnici e palpitanti
che si rinnovano a seconda dei propri sentimenti e spingono l’artista
verso nuovi spazi dell’inconscio: tutto si fa energia pura
e desiderio di esplorare gli anfratti della mente.
Balzano agli occhi del visitatore i grandi volumi cromatici blu
in movimento, figure emblematiche che s’impongono con forza,
in cui l’idea si fa materia cromatica, entità strutturale
della coinvolgente situazione emotiva con l’effetto dinamico
elegante e sapiente uso dei mezzi.
Nella mostra di Castell’Arquato, l’artista, attraverso
una pittura astratta ci dona una visione suggestiva in un magico
gioco di blu tra fascino e poesia.
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